Sensibilità, attenzione e rispetto:
per tutta la Terra e per ogni sua lingua.

La sostenibilità è uno dei parametri fondamentali con cui ci confrontiamo ogni giorno negli stili di lavoro e di vita individuali, dentro e fuori dall’ufficio

La ragione per cui scegliamo di vivere e lavorare in modo sostenibile ha molto a che fare con la nostra storia e le nostre radici.

C’è stato un momento in cui il mondo ha iniziato a chiamare “sostenibilità” quello che i nostri nonni chiamavano semplicemente “buon senso”.

Una sostenibilità che viene da lontano

“Buon senso” significava riflettere prima di agire: non sprecare le risorse (dal cibo all’energia), riciclare e riutilizzare gli oggetti, rispettare la natura e avere a cuore la salute del territorio.

Naturalmente i nostri antenati non potevano prevedere che il loro buon senso si sarebbe tradotto – non solo in piccole scelte di ordine quotidiano – ma anche nella gestione dell’impatto ambientale di un’azienda di medie dimensioni e di un ufficio in cui lavorano ogni giorno circa 25 persone.

Sebbene i nostri nonni non potessero prevedere, per esempio, che avremmo scelto di affidarci sin dal 1988, a un software di CRM versatile, essi sarebbero perfettamente in grado di comprendere i motivi per cui lo abbiamo fatto. Grazie a questa scelta di dematerializzazione dell’archivio e dei documenti, abbiamo calcolato che ogni anno stampiamo circa 25 mila fogli di carta in meno (pari a ben 125 kg di carta risparmiata).

Con lo stesso obiettivo di ridurre il nostro impatto ambientale, abbiamo fatto in questi anni altre scelte coerenti.
Utilizziamo in ufficio solo batterie ricaricabili.
Tra le mansioni a turno dei nostri collaboratori c’è la voce “ricambio delle pile di tutti i mouse dei pc”.

Ogni anno, da quando abbiamo adottato l’acqua di rubinetto filtrata e suggerito a tutti l’uso delle borracce personali, risparmiamo all’ambiente lo smaltimento di quasi 2.000 bottiglie di plastica.

Più attenzione, minore impatto

Per un minore impatto, ma anche per sforzarci di mantenere uno stile di vita più sano, abbiamo scelto di non utilizzare l’ascensore e di salire a piedi i 108 gradini che ogni giorno ci portano alle nostre scrivanie.

Per gli stessi principi, seguiamo dagli anni ’90 un rigoroso protocollo di gestione della raccolta differenziata e invitiamo le scuole del territorio a dare una nuova vita e utilità al materiale informatico obsoleto che gli doniamo. Sempre in ambito scolastico, sosteniamo attivamente tutti i progetti di insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria.

Infine, il nostro modo di vivere la sostenibilità si estende anche ai suoi aspetti sociali.

Il compito del traduttore è per definizione un compito di mediazione tra due o più mondi. Un traduttore maneggia direttamente le parole di una lingua, ma per fare questo nel modo migliore entra in contatto diretto con tutti gli aspetti di una diversa cultura.
Siamo grati alla nostra professione perché ci insegna ogni giorno il valore della differenza e del confronto – tra persone e tra culture – come fonte di arricchimento e di crescita.

Anche per questo riteniamo fondamentale investire nel fattore umano, nella formazione e nella valorizzazione del talento.

Crediamo, infine, che lo sviluppo del potenziale personale debba essere garantito a tutti gli individui, indistintamente da genere e orientamenti ed esclusivamente in ragione del proprio merito.

La traduzione è il sistema circolatorio delle letterature del mondo.

Susan Sontag